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Dopo...

Passati quei mesi di riassestamento dopo aver trascorso qualche mese come "schiavo a progetto" in un campo di lavoro, posso dire che mi ha lasciato tante cose.
Ho conosciuto brava gente accanto alla gente che si merita di essere messa nel cesso, di tirare lo sciaquone e poi di usare l'idraulico liquido perché essi non rimangano attaccati alle insenature come zecche...
Mi sono potuta misurare con una realtà lavorativa che non conoscevo e per quanto sia riuscita a resistere (e nelle pessime condizioni in cui ero) sono riuscita a fare quello che potevo abbastanza bene, sebbene non avessi avuto l'esperienza per farlo.
A distanza di due mesi e mezzo mi ritrovo, a differenza di quando ho lasciato il lavoro (senza alcun prospetto futuro: l'importante era uscire da quella gabbia), piena di lavoro fino agli occhi. Ho dovuto perfino dire no a qualcuno.
Non mi hanno ancora pagato dall'agenzia formativa, ma so che è una questione di tempo. Poi fra pochi giorni posso mandare la fattura al secondo committente, e se tutto va in porto ne avrò un terzo che mi terrà occupata per qualche anno...
Torno a casa tardi, più o meno alla stessa ora di prima a volte. Tuttavia sono felice e questi si riversa sulla famiglia.
Il bimbo cresce, cammina e capisce. Mi piace lasciarlo esplorare il mondo attorno a se, anche se a questa età crea più scompiglio che altro. E' giusto che accada però e non voglio lasciarlo senza certe esperienze.
Ormai cade e si rialza senza aiuto ne lamento.
Voglio che riesca a fare così sempre.

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